Assunta Izzo

Poliambulatorio Medineur

Viale Del Poggio Fiorito, 27
00144 – Roma
Tel. 065920932 Email: poliambulatorio@medineur.it

logopedia

Chi Sono

La Dott.ssa Assunta Izzo, Logopedista, Arte Terapeuta e Terapista Cranio Sacrale, da anni impegnata nella riabilitazione del linguaggio e della comunicazione con persone con disabilità complesse e disturbi sensoriali, nella formazione di personale didattico e sanitario, e nella divulgazione di tematiche annesse alla disabilità e all’inclusione, si appassiona negli ultimi anni alla studio e alla rieducazione della Voce come mezzo di espressione dell’identità e della personalità dell’essere umano. Nel rapporto con pazienti attori, speaker radiofonici, insegnanti e professionisti della voce, sperimenta un approccio corporeo basato sul movimento e sulla flessibilità delle strutture implicate nella produzione vocale e ad essa connesse, con la finalità di esplorare le potenzialità espressive dello strumento vocale e di prevenirne il sovraccarico e le patologie. 

Autrice del capitolo “Sognano le mani e segnano” del libro “Tutti i bambini ridono allo stesso modo” (A. Agresti, 2017) e di un capitolo del testo “ADENOIDISMO” (Garoli e Di Chiara 2017), sviluppa nella pratica clinica la capacità di lavorare in maniera integrata con osteopata, odontoiatra, ortodonzista, ed altri specialisti dell’équipe multidisciplinare, per la presa in carico globale del paziente respiratore orale, delle disfunzioni temporo mandibolari, dello squilibrio muscolare oro facciali e delle deglutizioni atipiche.

Nell’ambito del trattamento dei disturbi del neurosviluppo ed in particolare dei disturbi dello spettro autistico e delle disprassie, sviluppa negli anni, insieme alle colleghe TNPEE e Psicologa dell’età evolutiva, un approccio basato sulla relazione, in un setting psicomotorio, senso motorio ed affettivo-relazionale in cui il bambino possa avere la possibilità di esprimere al massimo le proprie potenzialità e le proprie caratteristiche individuali nel rispetto del suo profilo sensoriale e del suo substrato neurobiologico, integrando l’intervento con tecniche cognitivo comportamentali, fornendo indicazioni e sostegno a care givers, insegnanti ed educatori ed utilizzando l’approccio Prompt per lo sviluppo dell’eloquio e delle competenze motorio verbali. 

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La salute è la nostra missione, l’integrazione è la nostra forza !

FAQ – DOMANDE FREQUENTI

Quanto tempo occorrerà per recuperare questo ritardo?

La durata di un percorso terapeutico  dipende da diverse variabili quali l’età del bambino, le sue caratteristiche individuali, la severità del disturbo, la collaborazione dei caregivers e delle insegnanti. Per ogni paziente, in base alla diagnosi che ha ricevuto ed alle sue caratteristiche individuali, è possibile prevedere una durata approssimativa basandosi sulle linee guida, sulle evidenze scientifiche e sul bilancio logopedico. La previsione potrà però subire delle lievi oscillazioni in base a come il bambino risponderà alla terapia nel corso della stessa ed in base a come automatizzerà e generalizzerà gli apprendimenti nei contesti di vita quotidiana, al di fuori della stanza di terapia. In generale una terapia logopedica può durare soltanto 6 sedute o  protrarsi oltre i 2 anni, fino ad accompagnare un bambino per tutta la sua crescita sostenendolo nelle varie fasi della vita.

Il bambino recupererà completamente?

La risoluzione completa dipende sempre dal corretto inquadramento diagnostico, dall’elaborazione del corretto progetto riabilitativo e dalla capacità di tutti coloro che si prendono cura del bambino di lavorare in maniera coordinata. Alcune difficoltà si superano completamente, in altri casi ci si trova di fronte ad una caratteristica che accompagnerà il bambino per tutta la sua vita, pur assumendo un valore diverso in ogni fase della stessa; in questi casi la terapia serve proprio a sostenere il bambino nell’utilizzo di strategie economiche ed efficaci per gestire al meglio le proprie difficoltà.

Aumentando la frequenza settimanale della terapia si recupera più facilmente?

Soprattutto in alcuni disturbi quali i DSA e i Disturbi del Linguaggio, una terapia plurisettimanale può dare ottimi risultati. Addirittura abbiamo a disposizione evidenze scientifiche che dimostrano che per alcuni disturbi, come i disturbi dello speech, una terapia con una frequenza settimanale inferiore alle 3 volte, non ha effetti significativi. In altri disturbi la necessità di esercizio è quotidiana e si propone quindi un lavoro a cadenza settimanale col logopedista affiancato da un programma di esercizi da eseguire quotidianamente a casa. Per altri disturbi invece è sconsigliata una frequenza maggiore di una volta a settimana.

Cos’è che ha portato a questa situazione?

L’eziopatogenesi dei disturbi del neurosviluppo ha sempre una componente di familiarità. Esistono poi disturbi in cui le caratteristiche emotive e psicologiche del paziente influiscono sulle sue difficoltà come anche alcuni fattori ambientali, educativi o psicofisiologici.

Cosa possiamo fare per aiutare nostro figlio?

Il primo importante passo è cercare una diagnosi che consenta di capire come mai il bambino abbia una difficoltà nell’area del linguaggio e se la difficoltà è relativa soltanto al linguaggio. È fondamentale iniziare un intervento precoce in linea con quanto emerge dalle evidenze scientifiche. È importante inoltre rinforzare negli ambienti di vita quotidiana del piccolo gli apprendimenti acquisiti in terapia seguendo le indicazioni del terapista.

Come mai nostro figlio non parla?

Si può osservare uno sviluppo atipico del linguaggio sia a causa di un Disturbo Specifico del Linguaggio, sia a causa di un disturbo del neurosviluppo che incide su diverse aree dello sviluppo del piccolo, ad esempio quella comunicativo relazionale o quella psicomotoria.

Forse è per colpa nostra che non lo stimoliamo abbastanza?

Una scarsa stimolazione da parte della famiglia del bambino, può favorire l’espressione di un disturbo, ma non è assolutamente sufficiente per causarlo. I disturbi del neurosviluppo sono quadri clinici che si esprimono a prescindere dai livelli di stimolazione. Naturalmente una stimolazione corretta può favorire un adattamento migliore del bambino ed uno sviluppo di strategie più efficaci di gestione delle difficoltà.

Forse è per colpa nostra che non lo stimoliamo abbastanza?

Una scarsa stimolazione da parte della famiglia del bambino, può favorire l’espressione di un disturbo, ma non è assolutamente sufficiente per causarlo. I disturbi del neurosviluppo sono quadri clinici che si esprimono a prescindere dai livelli di stimolazione. Naturalmente una stimolazione corretta può favorire un adattamento migliore del bambino ed uno sviluppo di strategie più efficaci di gestione delle difficoltà.

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